mercoledì, 25 novembre 2009
La costola di Adamo
Ho trovato un nuovo blog ed è lì che ho letto un brano che non posso fare a meno di postare:
State attenti a far piangere una donna, che poi Dio conta le sue lacrime!
La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai piedi perchè dovesse essere pestata, non dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale.
Un pò più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata.
- tratto dal Talmud , testo sacro proveniente dall'antica tradizione ebraica-

25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Sguardi dell'anima di: [daisy4love]
alle ore
25/11/2009 21:39 in... cultura, cuore, vita
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mercoledì, 04 novembre 2009
Salva l' Acqua!
sei favorevole alla privatizzazione dell'acqua?
No? allora firma qui
Internet serve anche a questo!
Sguardi dell'anima di: [daisy4love]
alle ore
04/11/2009 18:21 in... diritti, iniziative
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martedì, 03 novembre 2009
Ode a te, Signora dei navigli
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre a sera.
Forse è la sua preghiera.
- Alda Merini -
Proserpina,
presa in sposa da Plutone,
dal suo regno viene e va,
cambiando stagione
Alda,
con lucida follia
sembrò intuire la sua sorte,
facendone poesia
venuta al mondo il dì che è primavera,
lo saluta in autunno
come profezia che un po' si avvera
Chiedo venia per questi versi
ma una Musa li ha ispirati
dovrei far che vadan persi?
Sguardi dell'anima di: [daisy4love]
alle ore
03/11/2009 21:15 in...
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domenica, 01 novembre 2009
E' cos è nient
Il killer è stato identificato. Diffondere il video è servito. Un omicidio rubricato nelle ultime pagine dei giornali locali quando è stato commesso, grazie al video diventa in mezzo mondo notizia da prima pagina, da aperture dei telegiornali. Il killer che credeva di averla scampata, come avviene per la parte maggiore delle esecuzioni di camorra, invece si trova ora a dover scappare.
Il paese si sconvolge, i giornali stranieri si domandano com'è possibile, qualche politico provocato dalle agenzie di stampa rilascia dichiarazioni. Ma a Napoli tutto sommato non accade molto. È arrivata la soffiata, non si sa bene come. Del resto i clan stessi non avevano piacere di questa nuova luce mediatica, e sono ben felici di poterla far spegnere subito. Però non sono arrivate denunce. Il quartiere non si è ribellato. Quelle immagini sono state una ferita solo per alcuni. A molti napoletani anzi ha dato fastidio quello sgomento del resto d'Italia, sentirsi addosso gli occhi sgranati che guardavano quel video. Scandalizzati davanti a una cosa che accade continuamente, che fa parte della quotidianità con cui loro devono convivere.
Vengono in mente le parole di un monologo capolavoro di Eduardo De Filippo, recitato in uno sceneggiato televisivo, "Peppino Girella", del 1963. La moglie di Andrea, il personaggio interpretato da Eduardo, risponde dinanzi ad ogni tragedia: "È cos'e nient" - è cosa da niente. È la voce classica di Napoli, di quel buon senso che fa accettare tutto e che è la forma di massima difesa e indolenza verso qualsiasi cambiamento. "Che vuoi fare: è cos'e nient", dice la moglie. E Eduardo risponde: "Pure questa è cos'e nient. È sempre cos'e nient. Tutte le situazioni le abbiamo sempre così risolte. È cos'e nient. Non teniamo che mangiare: è cos'e nient. Ci manca il necessario: è cos'e nient. Il padrone muore e io perdo il posto: è cos'e nient. Ci negano il diritto della vita: è cos'e nient'. Ci tolgono l'aria: è cos'è nient, che vvuò fa. Sempre cos'e nient. Quanto sei bella. Quanto eri bella. E guarda a me, guarda cosa sono diventato. A furia di dire è cos'e nient siamo diventati cos'e nient io e te. Chi ruba lavoro è come se rubasse danaro. Ma se onestamente non si può vivere, dimmi, dimmi "vabbuò è cos'e nient. Non piangere è cos'e niente. Se io esco e uccido a qualcuno è cos'e nient. E se io impazzisco e finisco al manicomio e ti chiedono perché vostro marito è impazzito tu devi dire: è impazzito per niente. È cos'e nient. È niente".
Quando in fondo non si può fare niente, tutto si riduce ad una logica di guardie e ladri, dove ciascuno fa quel che gli tocca, rispettando il proprio ruolo, senza illudersi che si possa andare oltre. Senza credere o richiedere che sia dallo stesso territorio che possa venire una richiesta di cambiamento. I camorristi fanno i camorristi, le forze dell'ordine fanno le forze dell'ordine, la popolazione fa esattamente ciò che si vede in quel video: ci convive, ci passa accanto per proteggersi. L'indifferenza è il rovescio della paura, istinto di autoconservazione non solo fisica. Non si può pretendere che chi ha solo quello per preservare una dimensione vivibile del proprio quotidiano, se ne privi senza che un segno forte di volontà di smantellare i meccanismi che lo avvelenano sia arrivato dal di fuori.
A Napoli si vendicano colpe commesse 10 anni, 15 anni fa: Mariano Bacioterracino viene ammazzato per uno di quegli omicidi, l'uccisione di Gennaro Moccia, che non si dimenticano anche se è passato un decennio. Semmai non ci si aspettava che sarebbe arrivata così tardi la vendetta. Ma qui tutto ha tempi lenti. Bacioterracino, come Giuseppe Setola, come forse anche il killer di Bacioterracino, sono tutti membri di camorra che la giustizia conosceva benissimo. Però i tempi dei processi li hanno rimessi in libertà, o sono stati errori di forma che hanno ridato questi uomini ai clan. I tribunali ti condannano con ritardo incredibile. È come se un bambino rompesse un lampadario e il padre gli desse uno schiaffo trent'anni dopo.
Ma mentre i tribunali sono distratti, la memoria della camorra è lunga e inesorabile. E quindi se non esistono garanzie di incolumità né nello spazio né nel tempo, diventa assai difficile sottrarsi alla percezione del pericolo continuo, dell'assedio. Persino chi è direttamente colpito sembra ormai rassegnato. "Uccidono tanta gente, hanno ucciso anche mio marito. Qual è il problema?", risponde la moglie di Bacioterracino alla domanda di un giornalista. Infastidita che qualcuno le faccia una domanda sull'esecuzione, le chieda cosa prova. Non vuole neanche partecipare all'appello per identificare il killer. "Io non chiedo niente, se lo vogliono dire, lo dicono loro. Come faccio a chiederlo?".
Quando si muore a Napoli, chiunque sia stato sui luoghi di morte sa che, a seconda di come reagiscono i familiari, dinanzi al cadavere si può capire molto. I familiari degli innocenti non sanno come reagire. Non riescono a credere che sia toccato proprio a loro. Restano increduli, pietrificati dall'orrore. Diversa è la reazione di chi quel genere di morte l'ha già messa in conto. Chi inizia a urlare, a strapparsi i capelli in un dolore da prefica, che seppur reale deve però celebrarsi in uno strazio per segnalare a chi ha ucciso: fermatevi. Questo è il massimo dolore possibile. Se hanno ammazzato il marito e l'hanno fatto in maniera pulita, c'è quasi da ringraziare. Non si toccheranno i parenti e non hanno fatto carneficine. Non è neanche arrabbiata la vedova: "E con chi devo essere arrabbiata? Non posso essere arrabbiata. Posso solo pregare per loro e basta. Come prego per mio marito, prego per loro. Io sono cattolica, vado in chiesa". Sembra essere tornati a vent'anni fa. Ci si giustifica dietro il dichiararsi religiosi come se la religione imponesse la rassegnazione, e il conforto dovesse coincidere con la resa.
Questo video ha fatto emergere tutte le contraddizioni del Paese. Ha avuto tutta l'attenzione mediatica, ma un'altra volta non ha suscitato il minimo dibattito politico. La criminalità fa notizia e fa scandalo, ancora più quando passa per un filmato vero, ma tutto questo rischia di rimanere fumo negli occhi se nessuno vuole affrontare i suoi risvolti meno crudeli e spettacolari che non sono soltanto di ordine pubblico. La politica non intende interrogarsi su se stessa e sui meccanismi che tengono in ostaggio almeno un terzo del Paese. Allora l'esecuzione in diretta mandata in onda serve a poco. Se non vuole rinnovarsi, prendendosi il rischio di dare spazio a quegli esponenti che a Sud non hanno mai smesso di avversare i poteri criminali e le loro coperture, come si fa a pretendere un cambiamento culturale? Come si fa a immaginare lo sgretolamento di quell'omertà che sembra tipica soltanto della gente del Meridione, quando il disinteresse della politica nazionale non fa altro che farle da eco e a darle ragione?
Omertà non è più soltanto tacere. Ormai è chiaro che omertà è soprattutto non voler sapere. Non sapere, non conoscere, non capire, non prendere posizione, non prendere parte. Questa è la nuova omertà. E con Eduardo De Filippo viene voglia di imprecare le sue frasi. Ci tolgono l'aria, ci negano il diritto alla vita, e noi a forza di ignorare e considerarla cosa da niente, diventiamo tutti niente.
© 2009 Roberto Saviano. Published by arrangement
with Roberto Santachiar a Literary Agency
Sguardi dell'anima di: [daisy4love]
alle ore
01/11/2009 16:23 in... cronaca, napoli
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giovedì, 29 ottobre 2009
Sondaggio

Il tiramisù!
Dei dessert fra i più noti ed apprezzati, ma chi di voi non si è mai confrontato con un dubbio e, come un goloso Amleto, si è tormentato chiedendosi:
savoiardi o pavesini? Questa è la questione!
Se sia più nobile soccombere alla tentatrice delizia così qual nacque o rifugiarsi nella pavesina leggerezza?
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A voi lettori la dolce sentenza ! ..e che Shakespeare mi perdoni 
Sguardi dell'anima di: [daisy4love]
alle ore
29/10/2009 18:54 in... caxxeggio, domandoni
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martedì, 20 ottobre 2009
OUTING ( turchese pride! )

Il fine giustifica i mezzi (Machiavelli docet) -> clic
..appunto.. il fine!
Ridicolizzare per screditare, pedinare per intimare, simulare per dissimulare..
Meditate gente, meditate..
Sguardi dell'anima di: [daisy4love]
alle ore
20/10/2009 20:18 in... politica, indignazione, solidarietÃ
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Lo stelo spezzato, amato per voi
Guardando lo stelo e il bocciolo cadere, ho intuito in un millesimo di secondo l'essenza della Bellezza. Sì, proprio io, una marmocchia di dodici anni e mezzo, ho avuto questa fortuna inaudita, perché stamattina c'erano tutte le condizioni favorevoli:mente vuota, casa calma, belle rose, caduta di un bocciolo. Ed è per questo che ho pensato a Ronsard, all'inizio senza capire esattamente il perché. E' una questione di tempo e di rose. Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando. E' l'effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte.
Ahi ahi ahi, ho pensato, questo significa che è così che dobbiamo vivere? Sempre in equilibrio tra la bellezza e la morte, tra il movimento e la sua scomparsa?
Forse essere vivi è proprio questo: andare alla ricerca degli istanti che muoiono .
- L'eleganza del riccio, Muriel Barbery -

Sguardi dell'anima di: [daisy4love]
alle ore
20/10/2009 13:25 in... libri, vita
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venerdì, 09 ottobre 2009
La chiamata all'azione
"Sono entrato in carica in un momento in cui tanti, in tutto il mondo, vedevano l'America con scetticismo e sfiducia, in parte per percezioni e informazioni sbagliate sul mio Paese, in parte perché contrari a politiche specifiche e convinti che su certe questioni di primaria importanza l'America abbia agito unilateralmente, senza riguardo per gli interessi altrui. Tutto questo ha alimentato un antiamericanismo quasi istintivo, che troppo spesso è servito come scusa per la nostra inazione collettiva. Come tutti voi, la mia responsabilità è agire nell'interesse della mia nazione e del mio popolo, e non chiederò mai scusa per aver difeso questi interessi. Ma sono profondamente convinto che oggi, nel 2009, più che in qualsiasi altro momento della storia umana, tutte le nazioni e tutti popoli abbiano interessi comuni. Le convinzioni religiose che nutriamo nel nostro cuore possono forgiare nuovi legami fra le persone o dividerle aspramente. La tecnologia che padroneggiamo può illuminare la via per la pace o può spengerla per sempre. L'energia che usiamo può alimentare il nostro pianeta o distruggerlo. Quel che ne sarà delle speranze di un unico bambino, in qualunque parte del mondo, potrà arricchire il nostro pianeta o impoverirlo"
Barack Obama, 23 settembre
Tutti sorpresi, vincitore per primo, dall'assegnazione del Nobel per la pace 2009.
Spero sempre che la commissione svedese si ricordi di premiare anche Gino Strada, prima o poi, ma approvo l' intenzione di incoraggiare le aspirazioni di Obama, l'uomo della speranza e del cambiamento . Auguri!
Sguardi dell'anima di: [daisy4love]
alle ore
09/10/2009 18:41 in... politica, sogni, cronaca, obama
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mercoledì, 07 ottobre 2009
Habemus sententiam
Da una D'Urso che ne ha dato notizia come se stesse annunciando una disgrazia, ho appreso che la Corte Costituzionale si è pronunciata sul lodo Alfano dichiarandone l'illegittimità in quanto violerebbe il principio di uguaglianza e l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo ) per sospendere i processi nei confronti delle più alte quattro cariche dello Stato , sanciti, rispettosamente, dagli artt. 3 e 138 della Costituzione italiana.
Mi sento meglio sapendo che c'è ancora qualcuno che vigila sui fondamenti di questa italica democrazia.
Sguardi dell'anima di: [daisy4love]
alle ore
07/10/2009 19:13 in... politica, cronaca, diritto, emozioni
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venerdì, 02 ottobre 2009
L'orso e le pere

Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)
“L’orso dovrà superare venti ostacoli, e tutti avranno a che fare con le pere”, dice un proverbio sufi. “Perché l’orso adora le pere”. È una verità contorta sulla quale vale la pena di meditare, Capricorno. Ho il sospetto che i doni che riceverai porteranno con sé dei problemi e che i tuoi sogni produrranno nuovi dilemmi da risolvere. Ma questo non significa assolutamente che dovresti rifiutare i doni o smettere di inseguire i tuoi sogni. Quando compi una grande impresa, affrontare i cambiamenti fa parte del divertimento.
dall'oroscopo settimanale di Rob Brezsny.
Sguardi dell'anima di: [daisy4love]
alle ore
02/10/2009 16:19 in... vita, oroscopo, sufismo
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